“VORTICI IMPERFETTI”

‘Vortici imperfetti’ è una performance che nasce dallo studio sul tema della Caduta, all’interno della mostra “A riveder le stelle“ organizzata dai Musei Eremitani di Padova. È stato concepito un percorso itinerante attraverso le sue sale ispirate alla Divina Commedia di Dante Alighieri, Selva Oscura, Inferno, Purgatorio e Paradiso. 

Con il progetto “Arte inScena” Archipelagos Teatro parte da un’opera d’arte figurativa (pittorica, grafica, sculturea, architettonica), dal suo tema e ne indaga il senso, l’eternità del suo messaggio. Attraverso il linguaggio video e la performance dal vivo, che mette in connessione il teatro, la danza, la musica, la proiezione video, vogliamo raccontare una delle tante storie possibili di un’opera per un coinvolgimento e una immersione attiva e totale dello spettatore. 

Riconoscersi nell’opera rende lo spettatore non solo un contemplatore ma un vivo-comunicante con l’opera stessa. Siamo noi a dare un significato alle opere, anche a quelle che vengono create, ovunque nel mondo, proprio in questo istante.

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“CONCETTO SPAZIALE”

Abbiamo concepito l’idea e questo testo partendo dall’opera Concetto spaziale - Attese di Lucio Fontana e abbiamo girato il nostro cortometraggio, grazie al sostegno del FAI, nei meravigliosi spazi di Villa dei Vescovi a Luvigliano di Torreglia. Con questo progetto, attraverso le opere di pittori, scultori, fotografi presenti nei nostri musei, vogliamo interrogarci sulla funzione dell’arte nella società contemporanea.

L’idea nasce dalla necessità di immedesimarci, di introiettare le sensazioni e le evocazioni che ci arrivano da un’opera e di rielaborarle attraverso la nostra sensibilità, il nostro vissuto e i nostri personalissimi strumenti tramutandole in una nuova storia, una tra le mille possibili, parallela al significato dichiarato dell’opera stessa.

L’opera d’arte riporta l’essere umano in comunione con il suo sentire più profondo perché l’arte è un eco dell’uomo, della sua stessa natura, della sua esistenza riportata alla forma più pura, una catarsi che lo responsabilizza verso la propria capacità di dare ascolto e voce al proprio racconto.

Ogni opera parla all’umanità intera, e realizzandola, l’artista la consegna all’umanità stessa, arricchendone il patrimonio, lasciando su tela, legno, carta o pietra un’impronta indelebile che la racconti. È privilegio e responsabilità la consapevolezza che l’arte appartiene ad ognuno di noi e che noi apparteniamo all’arte


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